La celebre lamina d’oro custodita nel Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” è conosciuta come la Laminetta Orfica di Hipponion ed è uno dei reperti archeologici più importanti della Magna Grecia e della Calabria antica.
La sottile lamina in oro fu rinvenuta negli anni Sessanta durante gli scavi della necropoli dell’antica Hipponion, l’odierna Vibo Valentia, nella cosiddetta “necropoli dell’INAM”. Era deposta sul petto di una giovane donna sepolta in una tomba a cappuccina databile tra la fine del V e gli inizi del IV secolo a.C., particolare che testimonia il forte legame tra il defunto e le credenze religiose di carattere iniziatico.
L’iscrizione, incisa in greco antico su una sottilissima lamina d’oro, appartiene alla tradizione dei culti orfici, una corrente religiosa misterica diffusa nel mondo greco che prometteva all’iniziato un destino privilegiato dopo la morte. Il testo costituiva una sorta di guida per l’anima nel viaggio verso l’aldilà, motivo per cui la laminetta viene spesso definita un autentico “passaporto per l’oltretomba”.

Tra i versi più celebri compare l’esortazione a non avvicinarsi alla fonte dell’Oblio, ma a cercare invece l’acqua della Memoria, simbolo di conoscenza, consapevolezza e salvezza spirituale. L’anima deve infatti dimostrare di appartenere alla stirpe divina per ottenere l’accesso alla beatitudine eterna.
La Laminetta Orfica di Hipponion riveste un’importanza eccezionale sotto diversi aspetti: è una delle più antiche e meglio conservate laminette orfiche conosciute nel mondo greco, costituisce una preziosa testimonianza della diffusione dei culti misterici nella Magna Grecia e offre agli studiosi informazioni fondamentali sulle credenze religiose e sulle concezioni dell’aldilà tra il V e il IV secolo a.C.
Il reperto rappresenta oggi uno dei simboli più significativi del Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, insieme ad altri importanti manufatti provenienti dall’antica Hipponion. La sua scoperta ha contribuito in modo decisivo alla conoscenza della spiritualità nel mondo magnogreco e continua a suscitare l’interesse di archeologi, storici delle religioni e visitatori provenienti da tutto il mondo.